domenica 31 ottobre 2010

Cattivissimo me

Ieri sera ho visto questo film "Cattivissimo me".
Ero molto incuriosito da questa pellicola. In primo luogo mi interessava questa cosa della Universal. Una casa produttrice che ha scientemente deciso di produrre un film a cartoni animati. Fino a questo momento l'animazione era dominio esclusivo della Pixar e della DreamWorks. Il fatto che anche la Universal abbia deciso di buttarsi sul mondo dell'animazione la dice lunga sul futuro del cinema. Le case produttrici comprendono ormai che lo star sysyem si sta lentamente eclissando. Se prima era sufficiente una grande star per assicurare il successo al botteghino, ora le cose non stanno più così. I cachet astronomici degli attoroni di Hollywood si dovranno ridimensionare perchè ormai loro da soli non sono più garanzia di successo.
Basta vedere i risultati deludenti che hanno avuto gli ultimi film di Tom Cruise e Julia Roberts.
L'attore sta perdendo importanza, il cinema riesce a comporre capolavori anche senza attori viventi e questo è quanto mai chiaro.

Ma veniamo a Cattivissimo Me.

E' incredibile come i cartoni animati possano intrepretare alle volte così bene i tempi che stiamo vivendo.
Il film con moltissime chiavi di letture intesse una storia che ci fa comprendere le origini della crisi mondiale che stiamo vivendo. Il culto dell'aggressione dei mercati, della cattiveria a tutti i costi, dell'ambizione ad essere i migliori per schiacciare chiunque è il vero motore che ci ha condotti tutti qui.
Credo che il dialogo fra Gru (il protagonista del film) e il direttore della banca demoniaca (già Lehmann Brothers si legge all'entrata della banca) possa a tutti gli effetti considerarsi un pezzo di storia del cinema.
Le parole del diavolo al di là della scrivania mi hanno risvegliato un senso di presa di coscienza della cultura terribile di un capitalismo privo di qualsiasi umano rispetto.
"Carissimo Gru, abbiamo bisogno di nuovi personaggi, più giovani e più cattivi, con maggiori garanzie di successo..."

Andate a vederlo, provare per credere e portate i fazzoletti mi sono commosso anche io mannaggia, la scena di quando Gru racconta la storia dei gattini alle bambine è straziante.

Ciao a tutti

venerdì 29 ottobre 2010

Il viatico della rete

Ho scoperto quanto sia difficile trovare delle motivazioni per continuare a scrivere blog,
Giustamente superare la dura realtà che pochissimi ti leggono nel maremagnum di internet non è cosa da poco.
E' difficile generalmente farsi notare, pochissimi nell'universo mondo trovano la via per emergere, per pubblicare un libro, per entrare nel mondo del cinema, per proporre un album. Solo i migliori, e sarebbe meglio dire solo i migliori fra coloro che hanno accesso ai salotti buoni dell'arte e della cultura, conoscono la via al successo e al coronamento di un sogno. D'altronde le delusioni artistiche ci permettono di usufruire di bravi avvocati, bravi professionisti, commerciali, rappresentanti e anche imprenditori.
In Italia ad esempio un cerchia ben definita di registi ha accesso ogni anno alle sovvenzioni statali per fare quei soliti film che spesso sono un insuccesso globale al botteghino. Nessuno di questi che decida di farsi da parte e dare un'opportunità a un giovane regista.
Quindi io nella velleità di moltissimi come me, che vedono respinti i propri manoscritti dalle case editrici, di raggiungere l'agognata soglia della pubblicazione si accontenta di castrarsi momentaneamente usufruendo del viatico della rete: basta un clic per pubblicare un post, avere uno spazio scritto a cui potenzialmente tutto il mondo ha la possibilità di accedere. Qui si vedono i risultati avulsi da qualsiasi favoritismo, vince il migliore, il più interessantie la persona che sa emergere e definirsi un contorno autonomo.
Siamo in costruzione.
Buonanotte a tutti e buon weekend lungo.

mercoledì 27 ottobre 2010

Problemi di ricezione

Fra le tante cose di cui non potrei mai fare a meno durante le mie comuni giornate lavorative c'è sicuramente l'ascolto assiduo di radio Deejay.

In particolare io adoro un programma che si chiama Deejay chiama Italia.
Radio Deejay è l'unica radio in Italia che riesce a proporre un prodotto di largo consumo senza mai eccedere nel qualunquismo. Voglio parlarvi di questo perchè oggi ad un certo punto ho perso il segnale. Capita sempre quando bazzico per la provincia di Bergamo, la frequenza non arriva lì perchè mancano ripetitori alla frequenza. Ho dovuto passare alla concorrezza e il dialogo da brividi che ho sentitito è stato il seguente:

- Allora da dove chiami? Cosa ne pensi Carlo dell'immigrazione? Pensi siano troppo questi immigrati in Italia?
- Ma credo che il problema sia regolarizzarli
- Mmmm... regolarizzarli, sì interessante
- E poi molti di loro lavorano di più di noi guadagando meno
- Lavoro in nero quindi?
- No, non in nero, sono a contratto ma in realtà lavorano di più di quello che dichiarano
- Ah ok anche questo è vero, quindi più trasparenza?
- Ecco sì
- Bene grazie Carlo, che ne dici Elisa? (l'altra partner ebete del deejay)
- Mah direi che è un discorso lungo, bisognerebbe parlarne a fondo, ma adesso ecco la nuova canzone di Vattelapesca

Cavolo ma siamo davvero così superficiali tutti? Dicono che bisognerebbe parlarne a lungo, tirano in ballo un tema qualunque e poi dicono ma non approfondiamo solo perchè non si sono preparati per niente su quello di cui stanno parlando. La paura di cadere nella retorica di molti radiocronisi cela solo la realtà di una totale impreparazione. Se al posto di perdere tempo in palestra per fare belle pose in radio (che comunque si vedono solo in televisione e chi li vedi i programmi della radio?) avesse speso gli occhi su qualche giornale magari avrebbe detto qualcosa di un po' più pregnante di mmmm, sì, mah, ok grazie ma il discorso sarebbe troppo lungo

Ora provate a sentire Linus e Nicola Savino, non saranno laureati in economia e commercio o sociologia, non saranno iscritti all'albo dei giornalisti, ma si sente cribbio che un tema se lo sono preparato, che hanno cercato di approfondirlo sui giornali, o con l'aiuto dei propri redattori. Cribbio un messaggio tra i tanti successi radiofonici che sono giustamente obbligati a trasmettere cercano di lanciarlo. Linus si sforza sempre di non essere banale, di non schiacciare l'occhiolino agli ascoltatori, di dire anche cose scomode ma sempre sincere.
Questo è intrattenimento inteligente.
Provare per chiedere Deejay chiama Italia dalle ore 10 su Radio Deejay.

martedì 26 ottobre 2010

"Non sarà, è così"

Oggi ho visto ancora uno di quei tizi che hanno il classico atteggiamento di chi nella vita si sente totalmente arrivato. Quelli che la verità te la spiattellano ogni secondo, senza tema di essere smentiti.
Ha ordinato una bottiglia di acqua temperatura ambiente con fare scortese alla cameriera per mostrare ai suoi amici la sua spavalderia, poi è partito con delle teorie assurde sul cibo servito nei centri commerciali, su quello che fa bene e quello che non andrebbe mai mangiato, ecc... ecc...
non ho potuto fare a meno di ricordare quell'episodio di un paio di anni fa:
festa di addio al celibato di uno dei miei migliori amici. Il ristorante scelto a mio parere non era un granchè. Ci presentano un piatto di carne composto dall'80% di grasso. Mi permetto di fare una piccola osservazione del tipo "certo che stà carne è proprio grassa, non trovo un filo di carne pura". Allora un amico del festeggiato che da poche parole scambiate già mi stava sui maroni mi riprende in questo modo:
- Guarda che il grasso fa bene, contiente proteine
- Sarà - dico io, facendo capire che il piatto mi faceva pietà
- Non sarà, è così
Mio Dio quella frase lì mi è rimasta impressa parecchio. E' emblematica del modo di pensare di certa gente. Alcuni pensano di avere un punto di vista privilegiato, si reputano al di sopra delle parti, al di là delle discussioni, onniscienti, imbattibili su qualunque questione.
Quanta  gente vi versa del vino pessimo in un ristorante che vi ha consigliato esprimendo il suo giudizio positivissimo ??
Quanti vi dicono qual è la macchina migliore che dovevate acquistare, il film che non dovevate vedere?
Quanti vi fanno sentire ignoranti, quanti vi dicono che non capite un ---- in fatto di questo e di quello
Fanno tutti così: sono i nonsaràècosì

Una volta individuati meglio evitarli per non rodersi il fegato
ma spesso è difficile non incazzarsi

Buona serata a tutti!

lunedì 25 ottobre 2010

Tanti auguri

Fateci caso.
Il nuovo business sono diventate le feste di compleanno.
Quando avevo sedici anni e fino a venticinque anni circa (oggi ne ho 30 non sono mica un vecchio sapete), insomma fino a quando uno arriva all'età in cui capisce che il giorno del suo compleanno è solo un giorno qualunque, il trend comune era quello di cacciare i propri genitori da casa e organizzare fantastiche feste di compleanno. Noi di solito le facevamo a sorpresa: uno apriva la porta di una stanza e una fiumana di gente investiva il festeggiato. Si compravano le solite cose: chi voleva bere pesante beveva, patatine, salatini e per forza di cosa tante ragazze. Gioco della bottiglia, gioco del girasole (si ballava in coppia e c'era sempre uno sfigato senza ragazza che ballava in mezzo con un girasole finto), gioco dei bigliettini (una specie di twister), insomma ragazzi ci si divertiva di brutto.

Oggi la gente, i ragazzi come non sono più io purtroppo sono cambiati. Prenotano tavolate nei ristoranti, comprano torte gigantesche e invitano persone che chiamano amici solo perché hanno il loro numero in rubrica. Anche sabato sera ne ho viste due di queste tavolate. Tutti che fanno a gara ad indossare gli abiti più griffati, il vestitino più alla moda, a sfoggiare la macchina sportiva appena regalata dal babbo.

Così si prenotano immense tavolate nelle pizzerie per quello che chiamano pre-sereata, poi  fanno serata nelle discoteche più inn. E hanno appena vent'anni. Alla fine da questo mondo dorato gli sbocchi lavorativi da cui sono attratti sono sempre gli stessi:
contratti di sei mesi in sei mesi nei soliti centri commerciali: un posto pulito, dove gira bella gente, ben vestita, commessi nei negozi di abbigliamento, agli stand delle compagnie telefoniche che ti pagano due dita negli occhi e solo se freghi qualcuno più stupido di te.

Intanto i mestieri che ti assicurano un futuro, i mestieri più antichi del mondo (muratori, panettieri, operai specializzati, parrucchieri) diventano ormai occupazione ad esclusivo appannaggio degli extracomunitari che arrivando in Italia, molto più furbi di noi, sanno che sei mesi è un orizzonte temporale privo di senso.


venerdì 22 ottobre 2010

Gioca facile

Ciao ragazzi

oggi in un centro commerciale ho visto l'incredibile.
Nei corridoi all'uscita dalle casse: tavoli verdi da casinò con croupier della domenica impersonati da precari o studenti fuori corso. La gente che faceva la fila per giocarsi i buoni spesa.
Vecchiette, madri di bambini che piangevano nella carrozzina, ragazzini. Famiglie intere che litigavano fra di loro per decidere la puntata della vita.
Capisco che siano solo buoni spesa, ma vale la pena educare la gente a questo tipo di malattia?
Fateci caso ma i concorsi a premi stanno aumentando in modo vertiginoso:
fra win for life superenalotto e sale giochi che aprono nei paesi più ignoti: uno non ci capisce più una mazza.
Tutti che sognano il colpo che li liberi dal giogo della fatica, del lavoro, della disoccupazione, del precariato. Sembra che la pubblicità di questi giochi marci sul tema della crisi convincendoci tutti che l'unico modo per batterla sia quello di fare il colpaccio. "Fregateli tutti e vincete facile".

Peccato che a beneficiarne sia sempre il banco

Buon weekend a tutti!

giovedì 21 ottobre 2010

Donne ... che fatica!

Ditemi
esiste un modo per immunizzarsi dalle donne?
Non c'è stagione che un nuovo cambio d'abito non mi faccia girare la testa mentre sto guidando.
D'estate gambe e spalle si evidenziano come pennellate nella luce accecante.
D'inverno calze aggressive fanno intuire spazi da sogno a cui solo a pochi sarà concesso accedere.
Bionde, brune, alte e basse. Camminate sempre consapevoli del vosto potere sui noi poveri mortali.
Solo una cortesia: non tiratevela così tanto.
Qualche giorno fa un mio amico mi ha presentato alcune amiche della sua ragazza. Eravamo in un disco pub molto famoso nella mia zona. Già il chiasso era assordante. Se ne stavano volutamente a un distanza tale per la quale era impossibile comunicare se non avvicinandoci a pochi centimetri d'orecchio. Stanno lì come per dire:

- Dai cipollotti, fateci divertire, dite qualcosa di spiritoso, non vi sentite onorati dalla nostra presenza qui accanto a voi? Vi stiamo facendo fare un figurone, tutti vi invidiano per la nostra compagnia

Bene, nonostante fossero da urlo, non ho loro nemmeno rivolto la parola, me ne sono stato a chiacchierare con un altro mio amico con assoluta indifferenza. Pochi minuti dopo se ne sono andate.

Avete sentito la canzone di Marrakesch "fino a qui tutto bene?? "

Vogliono ridere, vogliono ridere, vogliono lacrimare
io non posso più spremere
olio dalle pietre